La forza
della natura
Un libro
aperto
Il territorio è molto più di una semplice geografia; è un libro aperto di saggezza, una testimonianza dell’interconnessione tra tutte le cose.
Il Monte
Sabotino
Il monte Sabotino si alza per 609 metri s.l.m. a nord-est di Gorizia.
Comprende due quote minori, 507 a nord e 535 a sud, denominata San Valentino, con le quali forma una breve catena con orientamento nord-ovest sud-est. La sua configurazione allungata è caratteristica comune ad altri due monti che qui imbrigliano il fiume Isonzo: il Monte Santo a nord, il San Gabriele a est.
In questi luoghi, a partire dall’ultima glaciazione (15-20 mila anni), è andata sviluppandosi una notevole biodiversità: ad oggi sono state classificate 680 specie botaniche di cui 25 entità appartenenti alle Orchidacee (2 molto rare).
I suoi versanti possiedono caratteristiche differenti, non solamente orografiche, e la linea di cresta, limite tra Occidente ed Oriente fino all’indipendenza della Slovenia, separa due gruppi vegetali.
La parte nord, scabra e a picco sull’Isonzo, ospita specie di provenienza prealpina (migranti settentrionali) come il carpino nero e il carpino bianco.
La parte sud, digradante verso Gorizia e coperta da uno strato di terreno di natura argillosa (la Ponca), ospita specie submediterranee (migranti meridionali) o illirico-carsiche quali: roverella, rovere, leccio, iris illirica.
Salve, o vita! dal cielo illuminato
dai primi raggi del sorgente sole
all’azzurra campagna!Salve, o vita! potenza misteriosa
fiume selvaggio, poderoso eterno
ragione e forza a tutto l’universo
salve o superba!Te nel silenzio gravido di suoni
te nel piano profondo o palpitante
cui nuovi germi agitano il seno
te nel canto lontano degli uccelli
nel frusciar delle nascenti piante;
te nell’astro che sorge trionfante
ed in fra muti sconsolati avelli
sento vibrareE ribollir ti sento nel mio sangue
Carlo Michelstaedter — Alba. Il canto del gallo, 1° giugno 1905
mentre il sole m’illumina la faccia
e dalle labbra mi prorompe il grido:
viva la vita!
Il fiume
Isonzo
-
La sorgente
Il fiume Isonzo nasce da una sorgente carsica a 940 metri s.l.m. in Val Trenta (Slovenia). Da Izvor Soče il fiume a carattere torrentizio scorre tortuoso e incassato fra le rocce.
-
Le Prealpi Giulie
Si dirige verso ovest fino a Plezzo (Bovec), verso est fino a Tolmino e verso sud fino a Gorizia, da dove, scorrendo in pianura, si getta nell’Adriatico. Nelle Prealpi Giulie attraversa tre conche, le quali prendono il nome dai paesi che vi giacciono: Bovec (Plezzo), Kobarid (Caporetto), Tolmin (Tolmino).
-
Il Sabotino
A valle di Kanal (Canale d’Isonzo) il fiume separa il Collio dall’Altopiano della Bainsizza, poco a nord di Gorizia. Qui, in un ambiente caratteristico che conserva condizioni di forte naturalità, la sua sponda destra sfiora il versante a picco del monte Sabotino, che aggira, entrando in territorio italiano.
-
Castel San Mauro
In una forra profonda quasi 50 metri lambisce la campagna di Castel San Mauro, prima di giungere nella città isontina; qui le sue sponde costituiscono un’area protetta denominata «Parco dell’Isonzo».
-
Oltre Gorizia
Passata Gorizia l’alveo si allarga progressivamente e l’acqua ricopre estesi depositi di ghiaia; bagna Gradisca d’Isonzo e Sagrado, delimitando a nord-ovest l’Altopiano Carsico.
-
La foce
Dopo 136 chilometri, 41 in provincia di Gorizia, sfocia nel Golfo di Panzano con un delta a W dove è costituita la riserva naturale regionale della foce dell’Isonzo. I suoi affluenti sono a destra: Coritenza, Uccea, Torre; a sinistra: Idria e Vipacco.