Castel San Mauro
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ISONZO


Nasce da una sorgente carsica a 940 metri s.l.m. in VAL TRENTA (SLO).
Da IZVOR SOCE il fiume a carattere torrentizio scorre tortuoso e incassato fra le rocce.
Si dirige verso ovest fino a PLEZZO (BOVEC), verso est fino a TOLMINO e verso sud fino a GORIZIA,da dove ,scorrendo in pianura , si getta nell'ADRIATICO.
Nelle Prealpi Giulie attraversa tre conche, le quali prendono il nome dai paesi che vi giacciono: BOVEC (PLEZZO), KOBARID (CAPORETTO), TOLMIN (TOLMINO).
A valle di KANAL (CANALE D'ISONZO) il fiume separa il COLLIO dall'ALTOPIANO DELLA BAINSIZZA, poco a nord di Gorizia. Qui, in un ambiente caratteristico che conserva condizioni di forte naturalità, la sua sponda destra sfiora il versante a picco del monte SABOTINO, che aggira, entrando in territorio italiano.
In una forra profonda quasi 50 metri lambisce la campagna di CASTEL SAN MAURO, prima di giungere nella città isontina; qui le sue sponde costituiscono un'area protetta denominata “PARCO DELL'ISONZO”.
Passata Gorizia l'alveo si allarga progressivamente e l'acqua ricopre estesi depositi di ghiaia; bagna GRADISCA e SAGRADO, delimitando a nord-ovest l'ALTOPIANO CARSICO.
Dopo 136 chilometri, 41 in provincia di Gorizia, sfocia nel GOLFO DI PANZANO con un delta a W dove è costituita la RISERVA NATURALE REGIONALE DELLA FOCE DELL'ISONZO. I suoi affluenti sono a destra: Coritenza, Uccea, Torre ; a sinistra: Idria e Vipacco

SABOTINO


Il monte SABOTINO si alza per 609 metri s.l.m. a nord-est di Gorizia. Comprende due quote minori 507 a nord e 535 a sud, denominata SAN VALENTINO, con le quali forma una breve catena con orientamento nord-ovest sud-est. La sua configurazione allungata è caratteristica comune ad altri due monti che qui imbrigliano il fiume ISONZO: il MONTE SANTO a nord, il SAN GABRIELE a est. In questi luoghi, a partire dall'ultima glaciazione (15-20 mila anni), è andata sviluppandosi una notevole biodiversità: ad oggi sono state classificate 680 specie botaniche di cui 25 entità appartenenti alle ORCHIDACEE (2 molto rare ).
I suoi versanti possiedono caratteristiche differenti, non solamente orografiche e la linea di cresta, limite tra Occidente ed Oriente fino all'indipendenza della Slovenia, separa due gruppi vegetali.
La parte nord, scabra e a picco sull'ISONZO, ospita specie di provenienza prealpina (migranti settentrionali ) come il carpino nero e il carpino bianco. La parte sud, digradante verso Gorizia e coperta da uno strato di terreno di natura argillosa ( la PONCA), ospita specie submediterranee (migranti meridionali ) o illirico-carsiche quali: roverella, rovere, leccio, iris illirica.
Durante l'IMPERO ASBURGICO il Sabotino, insieme alla vicina SELVA DI TARNOVA, costituiva il BOSCO IMPERIALE e ancora oggi, sostenendo i tetti della vecchia Gorizia, quei tronchi continuano un secolare lavoro.
Nel secolo XIX la particolare roccia calcarea era cavata in più punti, estraendo la PIETRA ROSA del Sabotino.
A cavallo del XIX e XX secolo, ormai esaurito, il bosco lasciò spazio al pascolo di ovini fino allo scoppio della I^ G.M. che ridusse il monte una pietraia aspra e desolata.
Oggi l'aspetto naturalistico della zona è tale da renderla, nella parte slovena, area protetta; qui si possono incontrare il FALCO, l'AQUILA ALPINA, il GUFO REALE, la CIVETTA. La fauna di terra è composta di CINGHIALI, CAPRIOLI, VOLPI, FAINE, TASSI e si ricorda, nei primi anni '90, la fugace comparsa dell'ORSO.
Gli aspetti così eterogenei dell'area del monte Sabotino costituiscono un grande patrimonio naturalistico, ambientale e storico; una realtà unica di fattori opposti in uno scenario severo e mite insieme.

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