Castel San Mauro
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IL FRONTE 1915 - 1917


Da sempre zona di passaggio e incrocio di popoli, in posizione strategica dal punto di vista militare e commerciale, cardine della MITTELEUROPA,il territorio di GORIZIA, fu popolato 3000 anni prima di Cristo.
Teatro di numerosi scontri,campo di battaglia nella I GUERRA MONDIALE fu il limite del fronte sud-orientale tra Austria e Italia per le “12 BATTAGLIE DELL'ISONZO”.Le operazioni iniziarono il 23 giugno 1915; al Regio Esercito fu dato il compito di muovere verso la testa di ponte di GORIZIA con obbiettivo MONTE SABOTINO e le alture di OSLAVIA, CALVARIO, PODGORA sulla riva destra dell'ISONZO.
Qui le divisioni del II e VI Corpo d'Armata si arrestarono contro un fronte inviolabile, tenuto dal XVI Corpo Austro - Ungarico. Dopo 15 mesi, il 9 agosto 1916 i contendenti si avvicendarono nel campo trincerato di GORIZIA e sulla linea fortificata di alture circostanti .A decine di migliaia rimasero sul terreno devastato.
Ancora 6 battaglie dovettero essere combattute alcune centinaia di metri più in là, sulla riva sinistra dell'ISONZO; nuovi nomi entrarono nella storia dei popoli europei: BAINSIZZA, MONTE SANTO, SAN GABRIELE, CAPORETTO.
Così descrive quegli eventi il tenente dell'artiglieria Austriaca FRITZ WEBER nel suo libro “Dal Monte Nero a Caporetto” : “Quest'era la guerra... il duello dei due antichi nemici non era un'eccitante avventura, non una passeggiata in armi, ma una catena di eventi tanto immani da trascendere tutti i limiti della fantasia.”

IL CONFINE 1947 - 2004


Gli eventi storici e politici immediatamente successivi alla fine della II GUERRA MONDIALE ebbero pesanti e durevoli ripercussioni su GORIZIA, il territorio circostante e la popolazione.
Forse gli avvenimenti di quel breve ma tormentato periodo sono troppo recenti e troppo vividi i ricordi per consegnarli definitivamente alla memoria storica. Nel settembre del 1947 la città fu divisa; ottemperando agli accordi di Parigi i soldati americani e jugoslavi stesero cavalli di Frisia e filo spinato, segnando il limite tra Repubblica d'Italia e Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.
Così prese corpo quel confine tracciato sulla carta che, come tutti i confini, divise ciecamente case, famiglie, città. Il 13 agosto 1950 il confine, una prima volta, fu “aperto” così i parenti a lungo separati poterono riabbracciarsi. Quel giorno rimane nel ricordo della città come la “domenica delle scope”.
Nel 1975, il 10 novembre, è sottoscritto il trattato di OSIMO che ratifica quello del '47 rendendo definitivo il confine “mobile”.
Successivamente, il 25 ottobre 1977, componenti dell'Istituto Geografico Militare dell'Esercito Italiano e quelli del corrispondente corpo di Belgrado eliminarono la “CORTINA DI FERRO”, sostituendola con un muretto sormontato da una rete; i militari sottoscrissero il verbale di posa del termine “secondario speciale definitivo” della linea di confine tra i due stati posando, di fronte alla stazione della FERROVIA TRANSALPINA, oggi nella Repubblica di Slovenia, il cippo contrassegnato dal n. 57/15.
Finalmente la data del 1 maggio 2004 stabilirà in maniera ufficiale, per il mondo intero, una situazione che gli abitanti delle “DUE GORIZIE” consideravano da tempo, perchè stare sul confine era superarlo.

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